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Volevo solo andare a letto presto di Chiara Moscardelli




E' possibile che, dopo i trent'anni, i sensi siano assopiti e che non basti la primavera per risvegliarli. Che voi siate sposate oppure no, che abbiate una vita frenetica oppure che ve ne stiate sul divano in attesa che il soffitto vi cada addosso, il consiglio più utile che posso darvi è quello di leggere l'ultimo libro dell'autrice romana, trapiantata a Milano, Chiara Moscardelli.

"Volevo solo andare a letto presto", questo il titolo del romanzo edito da Giunti, si legge in una sola notte. A dire il vero, prima di spegnere il paralume, ho lasciato per l'indomani una trentina di pagine. Lo faccio spesso, almeno quando non ho voglia di lasciare i personaggi che mi tengono compagnia nelle notti di bulimica follia letteraria.

La storia non si costruisce né si tesse: piomba sulla testa della protagonista, Agata Trambusti, come una tegola nel bel mezzo di una giornata di sole. Chiara Moscardelli racconta l'imprevedibilità di un momento, di come un attimo possa intrufolarsi nelle nostre vite per cambiarle, talvolta, stravolgerle totalmente. Agata Trambusti, abituata a pianificare, sembra avere il destino segnato nel proprio cognome. Si, perché il trambusto vero le piomba addosso in una mattina di pioggia mentre si reca per lavoro in una villa sull'Appia per valutare alcuni quadri che il proprietario vuole mettere all'asta. In poco più di un attimo, stende con una mossa di Krav maga un uomo misterioso che la segue e si ritrova a scorrazzare come un fuggiasca per le strade di Barcellona.  
Agata, perennemente in analisi da uno psicologo e, d’altra parte non le si può dar torto vista la sua infanzia decisamente sui generis trascorsa in un borgo hippy, senza tv, con una mamma fissata con la cristalloterapia, un padre non ben identificato e tanti amici che danzano in giro, spesso senza vestiti, non avrà altra scelta se non quella di arrendersi alla forza prepotente degli eventi. Già, Agata non può più pianificare ma soprattutto non può più opporsi alla forza più prepotente di tutte: l’amore.

Controindicazioni

Le 269 pagine scorrono via veloce, incuriosendo il lettore che dovrà pensarci più di una volta prima di riporre il libro sul comodino. A volte inverosimile e proprio per questo mai scontato, la lettura verrà interrotta spessissimo da grosse e rumorose risate.

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